Dott. Rossana Castellana  - Specialista in dermatologia

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Lifting non chirurgico a ultrasuoni microfocalizzati

La moderna tecnologia ha portato alla creazione di una novità: il lifting non chirurgico ad ultrasuoni microfocalizzati.

E' appena arrivato in Italia, ma è già una realtà consolidata in altri paesi, specie negli Stati Uniti, dove è nato il primo gruppo di ricerca che ha portato in medicina estetica una tecnologia ad ultrasuoni focalizzati già impiegata da anni in altre branche mediche ed ha ottenuto l'approvazione dalla FDA, l'ente di controllo americano piuttosto severo.


Per ogni donna arriva un momento della vita in cui guardandosi allo specchio l'attenzione viene distratta dalla presenza o meno di rughe, ma si focalizza sulla perdita di definizione dell'ovale del volto oppure su un improvviso rilassamento del collo.

L'allarme diviene più o meno pressante nei tempi successivi ed a molte viene spontaneo provare a sollevare con due dita la pelle per far riapparire il viso più teso e giovane come prima.

Ma cosa è successo? E come vi si può porvi rimedio?

Già verso i 35-40 anni un'area di grasso a livello dello zigomo, chiamata bolla di Bichat, va incontro a riassorbimento, per cui la pelle privata del sostegno dovuto al grasso sottostante assume un aspetto svuotato. Questo cedimento è particolarmente marcato in quelle persone che per ragioni genetiche hanno un osso zigomatico piccolo.

Il cedimento del viso spesso si evidenzia dopo i dimagramenti: per correggerlo basta ripristinare il grasso riassorbito con dei filler volumetrici.

Spesso a questo si associa anche un invecchiamento della pelle con perdita di collagene e di elasticità . In questi casi i trattamenti che il medico estetico può proporre sono molteplici e vanno dalle biorivitalizzazioni iniettive o senza aghi, o con fili, fino ai trattamenti con varie apparecchiature, soprattutto a radiofrequenza.

Ma purtroppo pur sottoponendosi a questi trattamenti l'aspetto di viso e del collo in molti casi migliora poco.

Purtoppo i processi di invecchiamento hanno interessato oltre alla cute anche le fasce muscolari profonde, che hanno perduto la loro tensione e, come una calza troppo lunga, non sostengono più i tessuti.

In questi casi bisogna inevitabilmente ricorrere alla chirurgia. A meno di non riempire il volto con un quantitativo enorme di grasso o di filler che ovviamente tendono tutta la pelle, ma stravolgono anche i lineamenti, e ahimè se ne vedono tanti di visi dalle fisionomie alterate.

Un vero lifting chirurgico invece consiste nel tirare il muscolo rilassato, riposizionare e ridurre la pelle cadente.

Attualmente c'è una nuova alternativa, non chirurgica: il lifting ad ultrasuoni microfocalizzati, che si ottiene mediante uno strumento innovativo, recentemente introdotto in Italia, che entra a far parte delle apparecchiature a disposizione del Medico Estetico.

Come agisce?

Gli ultrasuoni microfocalizzati hanno la proprietà di arrivare in profondità e trasformarsi in calore andando così a stimolare la rigenerazione della fascia muscolare, chiamata SMAS, che ricopre i muscoli della faccia e del collo. La maggior tensione di questa fascia porta ad un rialzamento dei muscoli e quindi contrasta il rilassamento del viso e decolletè.

Che differenza c'è rispetto alle radiofrequenze?

La differenza é la profondità raggiunta, ossia gli ultrasuoni arrivano alla fascia muscolare, mentre le radiofrequenze, anche le più potenti, agiscono più superficialmente.

Quando si vedono i risultati?

Per la contrattura delle fibre collagene dovuta al calore si apprezza da subito un viso più teso, ma per un risultato stabile bisogna attendere 2-3 mesi, cioè il tempo necessario alla sostituzione delle vecchie fibre di collagene " indebolito e lasso" con un nuovo collagene "più teso"che forma il sostegno.

Il risultato è naturale?

Trattandosi di un naturale processo rigenerativo dei tessuti, i risultati del lifting non chirurgico a ultrasuoni microfocalizzati sono assolutamente naturali e non vanno a modificare le caratteristiche del volto del paziente.

Come si esegue e quante sedute si devono fare?

Il paziente è disteso sul lettino, il medico tramite un apparecchio ecografico localizza le strutture profonde della pelle e le colpisce con precisione con gli ultrasuoni microfocalizzati.

Il protocollo prevede una sola seduta di trattamento della durata di 30-90 minuti.

Il trattamento è doloroso?

Il lifting non chirurgico a ultrasuoni microfocalizzati non è di norma doloroso: il paziente può avvertire un fastidio legato alla sensazione di calore, ma è qualcosa di assolutamente sopportabile.

A chi è consigliato?

Il lifting non chirurgico a ultrasuoni microfocalizzati è adatto in genere a pazienti con lassità cutanea lieve o moderata della fronte, del viso, del collo e decollété, ma solo una visita medica accurata può permettere di valutare l'idoneità o meno del soggetto a sottoporsi a questol trattamento.

Un protocollo eseguibile solo nei centri medici autorizzati

Il grande successo del trattamento ha però i suoi risvolti negativi: tanti sono i tentativi di copiare la tecnologia originale, chiaramente senza alcuna garanzia medica per il paziente e soprattutto esponendolo a seri rischi.

Solo gli specialisti medici autorizzati che si sono formati con un training avanzato possono eseguire il protocollo nella massima sicurezza, offrendo quindi al paziente un'efficacia di risutati evidente e garantita da decine di studi clinici. Il consiglio è dunque quello di rivolgersi solo a medici professionisti, che effettuano protocolli certificati dagli enti sanitari internazionali, come l' FDA.

 

 

 

                                                                                                                                         

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